Allucinante ma
era prevedibile.
Bene o male davanti al nostro schermo ci sentiamo sicuri e non sappiamo le reali conseguenze che escono dalla realtà virtuale. una cosa diabolica destinata a ingigantirsi.
Tutto perchè non riusciamo a seguire certi dettagli che sfuggono ai più….
Molte volte la gente si diverte a diffamare le foto, o dettagli personali di alcune persone che secondo loro non sono molto simpatiche.
Mi pare che ciò sia accaduto ad un dirigente d’ azienda, quando due lavoratori dipendenti hanno messo i loro dettagli e la sua foto in un profilo che avevano creato loro (sempre su facebook, il social network più conosciuto dell’internet)
ebbene, il dirigente se n’è accorto e ha deciso di denunciarli.
Quindi, è bene che le persone siano consapevoli di quello che fanno, altrimenti possono rischiare veramente una denuncia per diffamazione online.
Una volta la diffamazione era un reato tipico dei giornalisti, per cui si rischiavano belle multe e sanzioni disciplinari. Oggi però, grazie al web, un po’ tutti possono esprimere opinioni su chiunque nei blog, nei social network come Facebook o Twitter. E spesso le frasi messe in rete possono raggiungere un pubblico molto vasto. Per questo «Facebook non può sottrarsi alle regole del diritto comune e gli utenti dei social network non possono invocare la spazialità virtuale quale esimente per le loro affermazioni e i loro comportamenti.» Perché anche se lo spazio in cui scriviamo è telematico, e a noi sembra per questo motivo “inesistente”, i diritti della personalità così come i beni morali vanno sempre tutelati.
In Inghilterra una lavoratrice è stata licenziata perché su Facebook aveva definito noioso il proprio lavoro: una misura del genere pare eccessiva per la prassi giurisprudenziale italiana, che pure ritiene che vi siano limiti all’esercizio del diritto di critica da parte del dipendente, che non deve essere sproporzionato ed eccedere i limiti della continenza. Attenzione però al ruolo ricoperto in azienda: se a criticare è un dirigente, la potenzialità lesiva delle critiche rivolte all’impresa è di massima maggiore, per cui anche la reazione disciplinare può essere più rigorosa.
Siete avvisati!


