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	<title>Bella web</title>
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	<description>grafica &#38; web design</description>
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		<title>Il wi-fi a Perugia, quello pubblico, dove e come.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Premessa &#8211; In Corso Vannucci. Quando va bene il segnale è scadente e i tentativi falliscono uno dietro l&#8217;altro, più o meno fino all&#8217;altezza del Comune. Andando verso Piazza Morlacchi, la situazione è ambigua: se sei studente va di lusso, accedi con user e password. Il segnale torna limpido nella zona del Tribunale, Piazza Matteotti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1284" title="perugia-iPhone-sito-flash" src="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/02/wi-fi-perugia.jpg" alt="" width="200" height="138" />Premessa &#8211; In Corso Vannucci. Quando va bene il segnale è scadente e i tentativi falliscono uno dietro l&#8217;altro, più o meno fino all&#8217;altezza del Comune. Andando verso Piazza Morlacchi, la situazione è ambigua: se sei studente va di lusso, accedi con user e password. Il segnale torna limpido nella zona del Tribunale, Piazza Matteotti. Meglio approfittarne, tanto più se un bel sole illumina le scalette. Meglio approfittarne, sì. Perché appena vi allontanate dal centro  risulta impossibile per quasi tutto il perimetro urbano, perfino presso Piazza Umbria Jazz, moderna e in piena area commerciale. Il wi-fi libero alla perugina è un po&#8217; snervante.</p>
<p>Credo che non tutti abbiano uno <a href="http://www.bella-web.com/soluzioni-siti-dinamici/siti-iphone-ready-ipad-flash-perugia/">smartphone </a>con il contratto che preveda anche la navigazione in Internet e non tutti siano studenti universitari a Perugia, i quali possono usufruire largamente del servizio wi-fi messo a disposizione dalla famosa azienda Aruba, per accedervi occorre infatti autenticarsi con numero di matricola e la relativa password.</p>
<p>Altrimenti per il wi-fi comunale va chiesta una password e va attivato un servizio presso appositi uffici, a noi sembra un pò macchinoso e paradossale.</p>
<p>Ok fatta premessa, indico qua di seguito alcune aree dove poter fruire del wi-fi a Perugia:</p>
<p>Per chi fosse a conoscenza di zone da noi non segnalate che ci contatti tranquillamente, agiorneremo immediatamente.</p>
<p>-  Per l’utilizzo del wi-fi gratuito e disponibile su <strong>Piazza del Melo-Piazza Multimediale 24h/24h</strong> è necessario richiedere la password a Spazio Terra Informagiovani Naviga Anche Tu!</p>
<p><strong>- Università di Perugia WIFI – Descrizione del servizio ( solo per studenti iscritti)</strong></p>
<p>L’accesso al servizio avviene a seguito di autenticazione, ovvero l’utente dovrà fornire le proprie credenziali di accesso (username e password) mediante uno dei due meccanismi di autenticazione messi a disposizione.</p>
<p>Come <a href="http://www.bella-web.com/">web agency</a> ci teniamo che Perugia abbia un buon servizio di questo tipo e gratuito, si vocifera comunque che il comune stia provvedendo all&#8217;installazione di una decina di Access Point pubblici dai quali verrà diffuso un segnale a coprire l&#8217;intera area del centro storico, comprendendo quindi non solo abitazioni e uffici, ma anche alberghi, bar, ristoranti, musei.</p>
<p>Mi piacerebbe aggiungere qualche spot in più ma sembra non ce ne siano,  se siete al corrente di altre aree, scrivetele nei commenti, grazie per la collaborazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Leggenda metropolitana? Assemblavano computer e Iphone dentro al ristorante cinese.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 14:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non voglio crederci, ma gira sempre più questa voce, me lo raccontava per l&#8217; ennesima volta Pier Luigi  ieri sera. A Perugia pare ci sia un ristorante cinese che non solo si limita alla ristorazione ma pare che nelle cucine venivano assemblati e prodotti dei prodotti molto noti dell&#8217; Itech, come smartphone, computer portatili delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/perugia-iphone-cinese-cibo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2042" title="perugia-iphone-cinese-cibo" src="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/perugia-iphone-cinese-cibo.jpg" alt="" width="227" height="340" /></a>Non voglio crederci, ma gira sempre più questa voce, me lo raccontava per l&#8217; ennesima volta Pier Luigi  ieri sera.</p>
<p>A <a href="http://www.bella-web.com/"><strong>Perugia</strong></a> pare ci sia un ristorante cinese che non solo si limita alla ristorazione ma pare che nelle cucine venivano assemblati e prodotti dei prodotti molto noti dell&#8217; Itech, come smartphone, computer portatili delle marche più note.</p>
<p>La  voce gira sempre di più pare che i nas abbiano trovato tracce di silicio, quello per produrre i microchip e altre parti degli apparecchi tecnologici anche dentro al cibo che veniva servito agli ignari avventori.</p>
<p>A Perugia vive una discreta comunità cinese. Una buona fetta della popolazione sono brave persone ma che spesso sembra vengano meno al rispetto di importanti regole di condotta sia igienica che di regole sul lavoro.</p>
<p>Leggevo su altri<a href="http://www.bella-web.com/web-agency-perugia"><strong> siti internet</strong></a> di queste pratiche, ma credevo si limitassero, purtroppo a cucinare il cane, invece pare che il silicio sia l&#8217; ingrediente segreto degli involtini primavera&#8230; Terribile!</p>
<p>Spero che chi mette in giro queste voci si sbagli forse il topo che avevano cucinato aveva semplicemente rosicchiato un <a href="http://www.bella-web.com/soluzioni-siti-dinamici/siti-iphone-ready-ipad-flash-perugia/"><strong>Iphone</strong></a>&#8230;</p>
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		<title>Lettera aperta di una perugina indignata</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendo spunto dall&#8217; ennesimo episodio di teppismo e violenza occorso nella nostra città a due ragazzi qualche sera fa. Due ragazzi che tornavano alla loro macchina a piedi, visto l&#8217;accesso al centro vietato alle automobili dopo una certa ora della sera, in una strada adiacente il centro storico; due amici che, dopo una giornata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/delinquenza_perugia-sicurezza.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2039" title="delinquenza_perugia-sicurezza" src="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/delinquenza_perugia-sicurezza.jpg" alt="" width="308" height="206" /></a>Prendo spunto dall&#8217; ennesimo episodio di teppismo e violenza occorso nella nostra città a due ragazzi qualche sera fa.</p>
<p>Due ragazzi che tornavano alla loro macchina a piedi, visto l&#8217;accesso al centro vietato alle automobili dopo una certa ora della sera, in una strada adiacente il centro storico; due amici che, dopo una giornata di lavoro, si erano concessi una sana pausa di relax in un locale del centro di <a href="http://www.bella-web.com">Perugia.</a></p>
<p>Sono stati derubati da due individui extracomunitari arabi non solo dei portafogli ma anche dei giubbotti e sotto la minaccia di un grosso coltello da cucina puntato alla gola.</p>
<p>Ma è mai possibile che in una città come Perugia che vanta di essere cosmopolita, multietnica, moderna e quant&#8217;altro si rivela, alla luce dei fatti, pericolosa, invivibile, dove si ha paura di uscire. E&#8217; ora di dire basta a questa indecenza: Perugia di sera, di notte ma talvolta anche di giorno è sotto la minaccia di drogati, di disperati in cerca di soldi e pronti alla rissa ai danni dei malcapitati cittadini.</p>
<p>E poi parliamo di rivalutare i nostri quartieri, il centro storico: ma qualunque iniziativa risulta vana se la gente non si sente protetta e tutelata. E così ci si rinchiude nelle proprie case, i nostri ragazzi sono obbligati a socializzare in ambienti chiusi oppure incollandosi a <a href="http://www.bella-web.com/web-agency-perugia-pagina-facebook">facebook</a>; chi ha voglia di farlo deve rinunciare a fare quattro chiacchiere sulla pubblica via.</p>
<p>Siamo in un periodo di crisi, forse non ci sono abbastanza soldi per pagare straordinari alle forze dell&#8217;ordine ma mi rifiuto di pensare che non si possa trovare una soluzione per rendere la città più sicura; d&#8217;altra parte quando è tempo di elezioni ci si arma di tanti buoni propositi&#8230;&#8230;..I cittadini vorrebbero fruire della cosa più importante e del diritto più inviolabile di questo mondo: la LIBERTA&#8217;</p>
<p>M.A.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La laurea non ha più alcun valore legale.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 07:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abolire il valore legale del titolo di studio è quasi come toccare l’articolo 18, per una parte della sinistra. “Qualcuno ha detto che avrei preso le distanze da Monti: mi scuso se non stato chiaro. Siamo a sostegno del governo Monti senza se e senza ma e senza tacere nostre idee”, ha detto ieri il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Abolire il valore legale del titolo di studio è quasi come toccare l’articolo 18</strong>, per una parte della sinistra. “Qualcuno ha detto che avrei preso le distanze da Monti: mi scuso se non stato chiaro. Siamo a sostegno del governo Monti senza se e senza ma e senza tacere nostre idee”, ha detto ieri il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Nel partito qualcuno spera di emendare il decreto liberalizzazioni in Parlamento ma Monti intima: “Il Parlamento è sovrano ma sconsiglieremmo di fare variazioni che dovessero far venir meno la logica di insieme”.</p>
<p>Nei concorsi la laurea, il celebre “<strong>pezzo di carta</strong>”, perderà il <strong>valore legale</strong>. E succederanno cose oggi impensabili, per esempio che economisti vincano concorsi per la Corte dei conti, cosa finora impossibile (e osteggiata dalle associazioni di categoria dei giuristi). Secondo i critici, visto che si valuteranno solo le competenze l’abolizione del valore legale favorirà la nascita di poli universitari di eccellenza (probabilmente costosi) contrapposti ad altri economici ma scadenti.</p>
<p>l’imposizione del valore legale si eliminerebbe un ostacolo alla concorrenza tra atenei, e le lauree non sarebbero più tutte uguali (ma nemmeno i costi d’iscrizione). Ipotesi <strong>Perugia</strong> diventa università di <strong>serie A</strong>, <strong>Firenze</strong> una laurea è di serie B, fino ai diplomifici come il privato Leonardi o il Fermi di Perugia. Rischio dal quale i paesi anglosassoni si sono tutelati con apposite leggi.</p>
<p>Preferisco non prendere posizione in merito, per una serie di motivazioni anticorporative qui poco ospitabili, per lunghezza e complessità. Rimane da capire a quali criteri di verifica si potrà ricorrere per accertare in prima istanza l’idoneità alle varie mansioni. Immagino il dirigente scolastico alle prese con l’assunzione di un supplente temporaneo di matematica. Niente laurea, priva di valore legare, ma appassionato cultore della materia. Organizza su due piedi una prova d’esame prima di assegnargli l’incarico?</p>
<p><strong>IN SOLDONI: Il mercato del lavoro ne riceverebbe una liberalizzazione</strong>, ovvero non servirebbe più una laurea corrispondente all’esame di Stato che ci si appresta a fare. Un geometra o un medico potrebbero presentarsi all’esame da avvocato e competere solo con la propria preparazione. Circostanza ovviata in alcuni casi negli Usa con <strong>apposite scuole di formazione</strong> (per avvocati, medici, ecc.) che conferiscono un titolo con valore legale.</p>
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		<title>Riflessioni sul costo di un litro di benzina.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 23:19:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Elencherò in questo articolo alcuni punti che fanno si che il prezzo della benzina alla pompa in Italia abbia raggiunto queste vertiginose e preoccupanti cifre. Immobilizza gli utenti della strada, fa lievitare i prezzi del paniere, dal suo prezzo dipende l&#8217; economia di un&#8217; intero paese e se lo Stivale è in ginocchi è anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/images1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1826" title="images" src="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/images1.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>Elencherò in questo articolo alcuni punti che fanno si che il prezzo della benzina alla pompa in Italia abbia raggiunto queste vertiginose e preoccupanti cifre.</p>
<p>Immobilizza gli utenti della strada, fa lievitare i prezzi del paniere, dal suo prezzo dipende l&#8217; economia di un&#8217; intero paese e se lo Stivale è in ginocchi è anche colpa sua.</p>
<p>Andiamo a vedere quali le cause di questa anomalia:</p>
<p><strong>COMPONENTE INDUSTRIALE</strong><br />
Il componente industriale è a sua volta scomponibile in due macroaree di facile comprensione:<br />
Il costo della MATERIA PRIMA</p>
<p><strong>COMPONENTE FISCALE</strong><br />
Il componente fiscale si suddivide anch’esso in due sottocategorie:<br />
ACCISE sui carburanti, Nazionali e Regionali<br />
IVA – essendo un imposta sul valore e quindi sul prezzo di un bene viene  applicata anche sull’importo dell’accisa, determinando l’odioso  fenomeno della tassa sulla tassa.<br />
Attualmente l’accisa Nazionale sui carburanti risulta pari ad euro  704,20 per ogni 1000 litri di benzina e pari a euro 593,20 per ogni 1000  litri di gasolio. L’aliquota IVA da applicarsi sui carburanti è pari al  21%.</p>
<p><strong>LA MATEMATICA:</strong></p>
<p>Quotazione PLATTS (Materia Prima): €/lit 0,5826*<br />
Margine Lordo: €/lit. 0,1254<br />
ACCISE: €/lit. 0,7042<br />
IRBA Puglia: €/lit. 0,0258**<br />
IVA 21%: €/lit. 0,3020<br />
Totale:  €/lit. 1,74<br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA PUBBLICITA&#8217;</strong><br />
Che corrisponde circa a 15/20 cent a litro. Infatti il  risparmio alle pompe &#8220;bianche&#8221; non è di 6 cent ma di 15/20.<br />
C&#8217;è però  un secondo aspetto da valutare. secondo voi, una pompa marchiata AGIP,  ha la libertà di comprare carburante da un altro fornitore che non sia  eni? Quindi questa è una liberalizzazione inventata. E&#8217; un po&#8217; come se  il negozio Gucci si mettesse a comprare e vendere Prada&#8230;.mentre gli  spacci (anche nei carburanti) esistono già, son già liberi di comprare  da chi vogliono e fan fatica a sopravvivere poichè i grandi gruppi se li  comprano appena nascono. Basta andare in una  &#8220;pompa bianca&#8221; per verificare il risparmio. Io ne ho una a pochi  chilometri da casa. Si risparmia 5-6 centesimi al litro rispetto al  self-service di un distributore con il marchio&#8230;</p>
<p>Questo articoletto permette di farsi un&#8217;idea precisa su certi meccanismi e come vengano  usate e abusate le suggestioni e i luoghi comuni per confondere le menti  delle persone comuni. Le dinamiche sul prezzo della benzina  rappresentano uno dei tanti esempi. Se poi si dovesse passare al mondo  della finanza, degli spread e dei derivati, apriti cielo. Spesso mi  chiedo se sia più un fatto di cultura o di comunicazione. Una cosa è  certa, quando non si capisce abbiamo il diritto che le cose ci vengano  spiegate. E se ci ritroviamo in troppi a non capire, allora vuol dire  che qualcosa va cambiato e che non è più un fatto di comunicazione.  Poichè in democrazia non può esistere una cultura dominante a scapito  del consenso espresso dai numeri, è preciso compito della classe  politica fare quanto è necessario perchè cultura e comunicazione non  diventino strumento di condizionamento dei popoli ma della loro  crescita.</p>
<p>Viaggiare in auto sta diventando un lusso, per i costi sembra ci sia poco da fare, intanto sta prendendo piede l’uso del carpooling come nel resto d’Europa, ma si sa in Italia siamo sempre un pò ritardatari&#8230;<br />
Carpooling significa condividere l’auto, in pratica dare un passaggio in cambio di un contributo spese.</p>
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		</item>
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		<title>Le strategie COME CERCARE E TROVARE LAVORO?, il seguito&#8230;</title>
		<link>http://www.bella-web.com/business/le-strategie-come-cercare-e-trovare-lavoro-il-seguito/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 20:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA LETTERA DI PRESENTAZIONE (danon dimenticare mai!). Se l’azienda risponde di non avere posti disponibili, è consigliabile chiedere di tenere presenti i nostri dati per eventuali ricerche future. Da non dimenticare sono i vecchi datori di lavoro delle precedenti esperienze, che hanno già avuto modo di conoscerci e potrebbero voler assumere qualcuno che conoscono e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA LETTERA DI PRESENTAZIONE</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1801" title="Man Circling Help Wanted Ads" src="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/cercare-lavoro.jpg" alt="" width="337" height="261" /><strong>(danon dimenticare mai!). Se l’azienda risponde di non avere posti disponibili, è consigliabile</strong><br />
<strong> chiedere di tenere presenti i nostri dati per eventuali ricerche future.</strong><br />
Da non dimenticare sono i vecchi datori di lavoro delle precedenti esperienze, che hanno già<br />
avuto modo di conoscerci e potrebbero voler assumere qualcuno che conoscono e di cui si<br />
fidano anziché qualcuno che non conoscono.</p>
<p><strong> 2) gli amici e i conoscenti</strong><br />
I parenti, gli amici, i conoscenti, gli ex colleghi, anche gli ex datori di lavoro come abbiamo già<br />
detto…o altre persone che ti capita di conoscere potrebbero sapere DOVE si trovano i lavori<br />
non pubblicizzati. Chiedi sempre a tutte queste persone: forse lavorano in aziende dove stanno<br />
cercando qualcuno. Chiedi in giro..<br />
Non presentarti con un “sto cercando un lavoro qualsiasi” ma dì sempre chi sei, cosa sei bravo a<br />
fare e vanta la tua esperienza in un certo campo, e poi chiedi a queste persone se sanno dirti se il<br />
tuo profilo professionale può essere interessante per l’azienda che conoscono, e se sanno dirti il<br />
nome del responsabile del personale. Puoi lasciare loro un tuo cv in modo tale che lo portino al<br />
responsabile del personale, se ne hanno la possibilità. Ma ricordati di richiamare TU l’azienda<br />
per chiedere se ha ricevuto il tuo cv e sapere se sono interessati ad un colloquio per conoscerti<br />
meglio!<br />
<strong> In sintesi: quali sono gli atteggiamenti “vincenti”?</strong><br />
Quelli che ti fanno pensare che….</p>
<p>I settori e le aziende sono tante, ma io mi sono chiarito da che parte cominciare per<br />
cercare: ci ho pensato, ho cercato informazioni, ho chiesto anche aiuto, e ora ho un<br />
elenco di base per iniziare<br />
So che per cercare lavoro non è sufficiente inviare qualche cv o “mettere in giro la<br />
voce”…ci vogliono costanza e impegno, e anche un po’ di tempo<br />
Il mercato del lavoro non è fatto solo dalle aziende che pubblicizzano le offerte, ma<br />
anche da quelle che hanno offerte nascoste: me le vado a cercare!<br />
Sono arrabbiato con l’ultima azienda per la quale ho lavorato e che ha riorganizzato,e ne<br />
ho tutto il diritto! ma so che se continuo ad impiegare buona parte delle mie energie<br />
nella rabbia e nella delusione, non ne avrò abbastanza per la mia ricerca…quindi<br />
sperando che la rabbia mi passi con….una buona notizia, mi do da fare perché la buona<br />
notizia arrivi!<br />
Prendo in considerazione la possibilità di lavorare nell’ambito del lavoro temporaneo – o<br />
tramite agenzie interinali o attraverso contratti a tempo determinato fatti direttamente<br />
dall’azienda &#8211; perché così mi rimetto in circolo e poi da cosa nasce cosa… E’ più<br />
difficile trovare lavoro se si sta fermi a lungo, quindi meglio rimettersi in campo anche<br />
per brevi periodi, finchè non trovo proprio la cosa che fa per me; inoltre al giorno d’oggi<br />
i tempi determinati e gli interinali sono le forme di contratto più diffuse…non sono il<br />
massimo per me, però se non prendono me prenderanno qualcun altro…meglio allora<br />
me! Anche se solo per un po’di tempo!<br />
“Sguinzaglio” tutte le persone che conosco e che potrebbero essere disponibili e utili per<br />
darmi informazioni sulle aziende<br />
Se le strategie hanno avuto successo, e l’invio di cv e lettera hanno funzionato a dovere,<br />
ti convocheranno a colloquio<br />
Di questo argomento si è già parlato, ma…<br />
RICORDA:<br />
<strong>DEVI CONVINCERE IL SELEZIONATORE DEL TUO VALORE E SPINGERLO AL</strong><br />
<strong> NUOVO ACQUISTO</strong><br />
Ricorda che il selezionatore NON E’ IL TUO AVVERSARIO, avete gli stessi interessi: lui ha un<br />
posto vuoto che deve riempire – con la persona giusta (lo pagano per questo), tu lo vuoi occupare –<br />
devi convincerlo di essere la persona giusta.<br />
5<br />
<strong>IL MERCATO CHE TI ASPETTA</strong><br />
Ne parleremo ancora in seguito e più approfonditamente, ma intanto può esserti utile avere una<br />
piccolissima panoramica di come si sta muovendo il mercato del lavoro.<br />
In Italia aumentano i contratti a TEMPO DETERMINATO e PART TIME, si espande il lavoro<br />
interinale e si prevede che crescerà ancora.<br />
Chi vuole essere competitivo deve puntare su: FLESSIBILITA’ E COMPETENZA.<br />
Cosa vuol dire?<br />
Vuol dire che:<br />
- se sai fare molto bene alcune cose(=competenza principale), hai maggiori possibilità<br />
di essere scelto per fare QUELLE cose<br />
- se sai fare abbastanza bene altre cose (perché le hai fatte in passato per lavoro, o<br />
perché sono cose che fai nella tua vita privata, o per interesse &#8211; = competenze<br />
secondarie), hai maggiori possibilità di scelta nel cercare lavoro: non conosci solo<br />
una cosa, ma diverse..quindi puoi proporti a più aziende e per più ruoli<br />
- se non escludi le possibilità di lavoro anche se NON SONO esattamente per il ruolo<br />
che vorresti tu, anche se NON SONO per un contratto a tempo indeterminato (che<br />
naturalmente ti farebbe sentire più tranquillo..e come negarlo!), hai maggiori<br />
possibilità di essere scelto (= flessibilità): oggi il mercato funziona così molto più<br />
spesso di quello che forse pensi<br />
- se quando vai ad un colloquio vendi la tua bravura, il tuo saper fare bene le cose e la<br />
disponibilità a farle anche solo per il periodo che l’azienda ti propone, e magari non<br />
“a vita” come desidereresti, dimostrando così la tua sicurezza nel fatto che poi<br />
qualche altra azienda avrà bisogno del tuo lavoro, hai maggiori possibilità di essere<br />
scelto. Loro ti metteranno alla prova per un periodo di tempo, e se vorranno tenerti<br />
dovranno offrirti qualche garanzia in più… Se invece non sono disposti ad assumerti<br />
“ a lungo periodo” tu avrai una esperienza in più da rivendere alla prossima azienda<br />
e le voci circolano…anche le interinali tendono a richiamare sempre le stesse<br />
persone che gli hanno fatto fare “bella figura” con le aziende – si fidano di più – e ti<br />
terranno presente per primo quando avranno la possibilità di offrire un potenziale<br />
contratto a tempo indeterminato!</p>
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		<title>COME CERCARE E TROVARE LAVORO?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 18:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anticrisi]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[COME CERCARE E TROVARE LAVORO? Per muovere i primi passi nella ricerca di un nuovo lavoro è importante conoscere le opportunità del mercato, ma è anche importante – prima ancora – conoscere le proprie potenzialità, mettere a fuoco le proprie attitudini e partire nella ricerca con obiettivi chiari. La cosa PIÙ IMPORTANTE, prima ancora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COME CERCARE E TROVARE LAVORO?<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-1796" title="lavoro" src="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/lavoro.jpg" alt="" width="386" height="272" />Per muovere i primi passi nella ricerca di un nuovo lavoro è importante conoscere le opportunità del<br />
mercato, ma è anche importante – prima ancora – conoscere le proprie potenzialità, mettere a fuoco<br />
le proprie attitudini e partire nella ricerca con obiettivi chiari.<br />
La cosa PIÙ IMPORTANTE, prima ancora di cominciare a cercare lavoro, è IMMAGINARE TE<br />
STESSO COME UN PRODOTTO. Certo non un prodotto qualsiasi, ma uno speciale, ricco di<br />
qualità, unico nel suo genere.<br />
Per collocare questo prodotto, cioè per TROVARE IL LAVORO CHE FA PER TE, occorre quindi<br />
prima di tutto chiarirsi le idee e poi mettere in atto una apposita strategia.<br />
Se l’azienda per la quale hai lavorato ha ristrutturato e riorganizzato il personale, è accaduto quello<br />
che si spera che non succeda mai…invece è accaduto: è una esperienza difficile, che fa sentire<br />
anche rabbia – anche giustamente &#8211; , ma è importante non farla trapelare (uscire) nei colloqui con<br />
potenziali datori di lavoro, altrimenti penseranno che si è ancora troppo legati al passato più che<br />
pensare al futuro e sembreremo non ancora pronti per affrontare una nuova esperienza.<br />
Punti principali:<br />
·  Non lasciarsi buttare giù dall’ultima esperienza e non farsi travolgere dal risentimento<br />
(rabbia), ma cercare di avere il più possibile un atteggiamento positivo per poi comunicarlo<br />
a chi ci sta di fronte (“l’ultimo lavoro mi sembra fallimentare, se penso a come è andata e a<br />
come ci hanno trattato…ma se ci penso bene, anche se è finita e non per colpa mia, io<br />
conosco il mio valore e quindi riordino le idee su cosa ho realizzato in questi anni e su<br />
quante cose ho imparato: dovrò imparare a vendere questo mio patrimonio nei prossimi<br />
colloqui”)<br />
·  Analizzare le tue caratteristiche, avere chiare le tue doti e i tuoi limiti (“nelle precedenti<br />
esperienze di lavoro ho imparato a fare molto bene alcune cose e sono una persona con un<br />
proprio stile nel fare le cose; non sono in grado di fare tutto, certo, ma SO quali sono almeno<br />
tre mie qualità sulle quali posso puntare e che possono interessare chi è alla ricerca di<br />
qualcuno da assumere”)<br />
·  Prima di cercare lavoro, è bene riordinare un po’ le idee su cosa andare a fare e dove (“sto<br />
già preparando un elenco di aziende con le quali sono interessato ad entrare in contatto. Per<br />
prima cosa verifico se tra le mie conoscenze e amicizie c’è qualcuno che mi possa dare<br />
informazioni su queste aziende. Poi cerco informazioni sulle aziende di cui nessuno dei miei<br />
amici o conoscenti mi sa parlare: anche solo cercando l’indirizzo e il numero di telefono<br />
sull’elenco, per poi contattare direttamente l’azienda o inviare un cv che mi rappresenti al<br />
meglio”)<br />
·  Mettere a fuoco COSA SO FARE OGGI, COSA VOGLIO E POSSO FARE DOMANI, e<br />
aprire gli occhi sulle offerte di lavoro che ci possono riguardare e quindi fare una<br />
STRATEGIA DI RICERCA SU MISURA PER TE.<br />
COSA SO FARE OGGI?<br />
Questa è una delle domande chiave da porsi per analizzare le proprie capacità, ma ce ne sono anche<br />
altre:<br />
- quali sono le principali competenze – le cose che so fare meglio nel mio lavoro (o<br />
che ho imparato al meglio nei miei precedenti lavori?) in cosa mi sento più forte, più<br />
preparato? Quali sono le doti che gli altri apprezzano maggiormente di me? Quali<br />
sono i miei limiti e punti deboli su cui potrei migliorare?<br />
2<br />
DUE CONSIGLI:<br />
1) Scrivi le tue risposte su un foglio, e allenati a dirle ad alta voce… anche se ti sembra un<br />
lavoro banale. Le stesse cose potrebbero chiedertele ad un colloquio di selezione, e quando<br />
sarai lì potrebbero non sembrare più cosi banali – potresti essere un po’ teso e avere alle<br />
spalle un allenamento ti sarà utile.<br />
2) Rispondi con sincerità<br />
COSA VOGLIO E POSSO FARE DOMANI?<br />
Lo abbiamo già accennato sopra: è importante avere obiettivi il più chiari possibili. Come ottenere<br />
questa chiarezza? Un buon modo può essere –DOPO aver capito esattamente in quale settore e per<br />
quale ruolo possiamo rivenderci &#8211; quello di dedicare un po’ di tempo a buttare giù una lista che<br />
contenga un numero fissato di aziende chi ci interesserebbero: anche solo questo ci “obbliga” a<br />
dirigere l’attenzione e a impiegare le nostre energie nel cercare e trovare le informazioni su quelle<br />
aziende che fanno una certa attività o producono una certa cosa e che quindi potrebbero essere<br />
interessati alla nostra esperienza in quel campo. Potremmo anche pensare che quello che abbiamo<br />
sempre sognato è metterci in proprio, allora potremmo rivolgerci al servizio di supporto alla<br />
creazione di impresa che ci dà informazioni e consulenze gratuite per capire se la nostra idea è<br />
fattibile e quali possibilità di successo ha – oltre a dirci se esistono dei finanziamenti per aiutare<br />
l’avvio della nostra idea.<br />
LAVORO “PUBBLICIZZATO” e LAVORO “NASCOSTO”<br />
Un errore comune è pensare che tutti i posti di lavoro siano pubblicizzati, in modo tale che chi<br />
cerca lavoro ha solo bisogno di guardare i giornali o drizzare le orecchie….SBAGLIATO.<br />
Almeno il 70% dei posti di lavoro NON SONO PUBBLICIZZATI.<br />
Sono quindi NASCOSTI. Cosa vuol dire?<br />
Vuol dire che le aziende, invece di pubblicare degli annunci per cercare le persone da assumere,<br />
cercano tra i curriculum che hanno ricevuto dalle persone, oppure contattano direttamente le<br />
persone che gli sono state segnalate da qualcuno nell’azienda, oppure si affidano a società di<br />
selezione del personale o a società interinali.<br />
Questi metodi sono un netto vantaggio per l’azienda, perché fanno risparmiare tempo ed<br />
energie. Invece di fare colloqui ad un numero magari altissimo di persone, restringono la rosa<br />
dei potenziali lavoratori.<br />
Quindi qual è il risultato di tutto questo? E’ che la maggior parte delle persone che cercano<br />
lavoro perdono il loro tempo ad inseguire solo il 30% dei posti di lavoro –quelli pubblicizzati,<br />
che, proprio perché sono pubblicizzati, sono presi di mira da altre migliaia di candidati! Questo<br />
rende la competizione molto più difficile e riduce le proba abilità di trovare lavoro.<br />
QUINDI: per impegnarsi seriamente nella ricerca di un nuovo lavoro bisogna dedicare un po’ di<br />
tempo a cercare i posti pubblicizzati ma anche quelli nascosti.<br />
Ma dove sono tutti questi lavori? Come si fa a trovarli?<br />
Cominciamo col dire che esistono due possibili strategie.<br />
3<br />
STRATEGIA DI RICERCA<br />
Con una idea più precisa sul lavoro che potresti fare, puoi passare all’azione. Ci sono due<br />
strategie per cercare lavoro:<br />
STRATEGIE PASSIVE:<br />
Rispondere alle inserzioni di lavoro pubblicate dai giornali<br />
Scrivere alle società di selezione o selezione del personale</p>
<p>Nel prossimo articolo parleremo delle strategie attive&#8230;</p>
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		<title>Il futuro è inventarsi un lavoro, l&#8217;ambiente e la vita, ma anche servizi agli anziani, cura della persona.</title>
		<link>http://www.bella-web.com/business/il-futuro-e-inventarsi-un-lavoro/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
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		<description><![CDATA[Venti anni fa, il Web non esisteva: e tantomeno le attività di web designer, in zone rurali poi, come aree dell&#8217;Umbria della Toscana tanto meno di creatore di applicazioni per iPhone e di venditore di spazi pubblicitari on line. Oggi, secondo una ricerca della multinazionale di consulenza Accenture, gli italiani under 25 sono i primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1790" title="lavoro-futuro-nuove-professioni" src="http://www.bella-web.com/wp-content/uploads/2012/01/images.jpg" alt="" width="275" height="183" />Venti anni fa, il Web non esisteva: e tantomeno le attività di web designer, in zone rurali poi, come aree dell&#8217;Umbria della Toscana tanto meno di creatore di applicazioni per iPhone e di venditore di spazi pubblicitari on line.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, secondo una ricerca della multinazionale di consulenza Accenture, gli italiani under 25 sono i primi per l&#8217;uso delle nuove tecnologie nel lavoro, al pari di americani e cinesi: chat, messaggistica mobile e feed Rss i sistemi più usati per comunicare con i clienti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma nel futuro l&#8217;occupazione sarà monopolizzata da Internet?</strong> Risponde il sociologo Franceso Morace (www.futureconceptlab.com): «L&#8217;importanza della Rete sarà diversa a seconda del settore: in alcuni ambiti, la capacità relazionale sarà sempre vitale e di pari grado a quella tecnologica». A detta della società di ricerca lavoro in outsourcing oDesk <a href="http://www.odesk.com">(www.odesk.com</a>), negli anni a venire le aziende non avranno più uffici centrali ma al contrario collaboratori in tutto il mondo collegati on line. Diversi anche i contratti di lavoro: il concetto di “carriera” sarà superato, a favore di team di lavoro a progetto simili al cast produttivo di un film, che si scioglie una volta terminate le riprese. «Due gli skill fondamentali negli anni a venire: la <strong>tempestività,</strong> cioè la capacità di capire le priorità e di occuparsene con tempistiche ad hoc, e la <strong>selettività </strong>nello scegliere le informazioni davvero rilevanti: tutto il contrario degli anni scorsi, quando la quantità sembrava essere più importante della qualità» prosegue Morace.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali invece i settori con le migliori chance di occupazione tra 15 anni e più? «Innanzitutto ciò che ha a che fare con<a title="Bella web firma Geoponica.eu" href="http://www.bella-web.com/risorse/web-design-risorse/bella-web-firma-geoponica-eu-social-network-agricoltura-umbria-web-agency-realizzazione-siti-interne/"> l&#8217;ambiente e la vita</a>:<a title="Il sito internet per l’ agriturismo" href="http://www.bella-web.com/marketing/umbria-perugia-agriturismo-sito/"> la biologia, l&#8217;ecologia&#8230;</a> In questi ambiti, gli impieghi tradizionali saranno modernizzati dai nuovi strumenti scientifici e tecnologici. Altra area promettente sarà la cura della persona: dai servizi agli anziani, sempre più numerosi, alla facilitazione delle problematiche quotidiane. Sarà invece ridimensionata l&#8217;importanza data alla comunicazione: pubblicitari e addetti alle pubbliche relazioni diminuiranno di numero» prevede Morace.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le professioni nuove o promettenti nel mercato del lavoro che verrà, Millionaire ha selezionato le più interessanti e le ha completate con il commento dell&#8217;esperto: per scoprire quali sono, leggete le prossime pagine.  di <span style="color: #00ccff;">Maria Spezia &#8211; m.spezia@millionaire.it</span>. L&#8217;articolo è pubblicato su <a href="http://www.millionaire.it/content/view/3665/25/">Millionaire</a> di giugno 2010.</p>
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		<title>Guagagnare bei soldi inventando un software per IPhone.</title>
		<link>http://www.bella-web.com/business/guagagnare-bei-soldi-inventando-un-software-per-iphone/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 21:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E io invento un software per l&#8217;iPhone Diventare ricchi disegnando un software per l’iPhone? Si può. Da quando Steve Jobs ha chiesto agli “smanettoni” del mondo di inventare programmi per il cellulare più trendy di tutti i tempi, un anno fa, in molti hanno fatto centro. Trasformandosi in milionari. Una storia per tutte? Brandon Bogle, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E io invento un software per l&#8217;iPhone									 							 			 			 		 				 			 				<img src="http://www.millionaire.it/images/luglioagosto%202009/hi-tech-1.jpg" border="0" alt="" hspace="5" vspace="5" width="120" height="158" align="left" />Diventare  ricchi disegnando un software per l’iPhone? Si può. Da quando Steve  Jobs ha chiesto agli “smanettoni” del mondo di inventare programmi per  il cellulare più trendy di tutti i tempi, un anno fa, in molti hanno  fatto centro. Trasformandosi in milionari. Una storia per tutte? Brandon  Bogle, ex impiegato, ha inventato il programma che trasforma l’iPhone  in un acquario. Si chiama “Koi Pond” ed è stato il software più  scaricato del 2008. L’applicazione, in vendita a 0,79 euro su App Store,  ha fruttato oltre cinque milioni di euro al suo sviluppatore. Che si è  così deciso a fare il programmatore a tempo pieno.<br />
La maggior parte delle applicazioni a disposizione degli utenti sono  gratis. Tra le 20 più vendute, 9 sono voice recorder, servizio non  presente di default sul Melafonino. Tra queste spicca Recorder di  Retronyms, che ha venduto circa 300mila applicazioni al costo di 99 euro  l’una tra luglio 2008 e aprile 2009.<br />
Quanto si guadagna<br />
In pratica, la Apple si tiene il 30% su ogni software venduto su App  Store mentre i programmatori incassano il 70%. In questo caso, come in  altri, si conferma la regola che per avere successo bisogna avere  l’intuizione giusta e proporre applicazioni originali e divertenti che  gli utenti dell’iPhone scaricano per personalizzare al massimo il  proprio modello.<br />
Non tutto ciò che viene creato dura infatti più a lungo della semplice  curiosità di vedere come funziona. Secondo una ricerca della Pinch  Media, il giorno successivo al download solo il 20% di quelli che hanno  scaricato un programma, pagando, tornano a usarlo. Un mese dopo la  percentuale è del 5% fino ad arrivare all’1% a due mesi dal primo  utilizzo. «Per avere successo» dichiarano dalla Pinch Media «si deve  comparire nella lista delle 25 applicazioni più scaricate. Ne- gli  Stati Uniti. Oggi, per risultare tra i primi 25, un programma deve  essere scaricato almeno 20mila volte, il doppio di quanto accadeva sei  mesi fa”. Un traguardo non facile ma che rende davvero milionari.<br />
Il fenomeno del momento<br />
“Ocarina” è un programmino che trasforma l’iPhone in uno strumento a  fiato digitale. È stato acquistato 400mila volte in due mesi. Basta  soffiare nel microfono per sentire uscire il suono dall&#8217;altoparlante. Se  si moltiplica il costo (0,79 euro) per il numero di download si ottiene  quanto<br />
è stato incassato: circa 316 milaeuro! Di questi 94.800 euro (il 30%)  sono entrati, nelle casse di Steve Jobs e 221.200 (il 70%) nelle tasche  di Ge Wang, un programmatore di 31 anni che prima di inventare “Ocarina”  era assistente di un professore all’Università di Stanford.<br />
Altro fenomeno del momento è “iFart”, un software che fa emettere il  suono di flatulenze all’iPhone. In questo momento è il programma più  scaricato in America, facendo guadagnare al suo inventore, Joel Comm,  oltre 10mila dollari al giorno. Al costo di 1,59 euro potete invece  scaricare “iBeer”: trasforma l’iPhone in un bicchiere di birra con tan-  to di schiuma. Basta portare il telefonino al- la bocca e inclinarlo per  svuotare (virtualmente) il boccale. Non è noto quando abbia fruttato  al suo inventore, Steve Sheraton, che nella vita fa il mago di  professione. Di certo si sa che i suoi legali hanno chiesto un  risarcimento da 18 milioni di dollari alla Coors, quinto produttore al  mondo di birra per avere adottato l’idea di Sheraton e messo sugli  scaffali dell’App Store un’applicazione simile (“iPint”), ma gratuita,  il cui solo scopo è quello di pubblicizzare la birra Carling, molto  famosa negli Stati Uniti.</p>
<p>Il nuovo iPhone 3G<br />
TRA LE NUOVE APPLICAZIONI MMS E VOICE MEMO<br />
Durante un incontro a Cupertino con la stampa,Apple ha presentato la  prossima versione del sistema operativo di iPhone e iPod touch e il  nuovo relativo kit di sviluppo. In cima alle nuove funzioni (100 secondo  l’azienda) ci sono anzitutto due mancanze per cui Apple è stata  criticata e a cui ha deciso di porre rimedio. Una è la messaggistica  Mms, per spedire e ricevere immagini ma anche contatti, file audio e  posizioni geografiche nonché file audio registrati con il nuovo  applicativo Voice Memo. Gli Mms però saranno disponibili solo su iPhone  3G e non sul primo modello che, secondo Apple, avrebbe hardware non  compatibile. L’altra attesa funzione è il “taglia, copia e incolla” che  potrà essere utilizzato all’interno e tra gli applicativi  selezionando, copiando (o tagliando) testo o annullando l’operazione.  Nel sistema operativo 3.0 ci sarà inoltre maggiore possibilità di  scrivere nella modalità di visualizzazione panoramica, nello specifico  le e- mail e vari tipi di testo, la sincronizzazione delle note con Mac e  Pc e lo scuotimento dell’iPhone servirà anche a cambiare brano durante  l’ascolto di musica, come negli iPod recenti. Il kit di sviluppo per  tutti coloro che vorranno tentare l’avventura di trovare una nuova  applicazione di successo, è già a disposizione degli sviluppatori  registrati e darà accesso alle funzioni che poi gli utenti potranno  usare in forma stabile durante l’estate, quando il sistema operativo  passerà alla versione 3.0, in forma gratuita per gli utenti di iPhone e  a 9,95 dollari per quelli di iPod touch. INFO: <a href="http://www.apple.com/it/iphone">www.apple.com/it/iphone </a></p>
<p>due italiani tra i migliori della Apple<br />
PER CORRERE SULLO SKATEBOARD. Giuseppe Taibi è un<br />
giovane ingegnere siciliano trapiantato a Boston. Laureato in Ingegneria  all’Università di Palermo, con una tesi su intelligenza artificiale e  trattamento dei segnali digitali, ha insegnato alle università di  Boston e Harvard. Con un imprenditore californiano, tempo fa, ha messo a  punto un’applicazione di personal training per l’iPhone, “GoLearn  Fitness”. «Si tratta di un programma da 30 dollari, con video e database  per permettere agli utenti di tenere traccia del miglioramento della  propria forma fisica» spiega Taibi. Quel programma, apprezzato da Apple  al punto da essere posizionato sulla prima pagina dello store, ha fatto  da apripista a “GoLearn Skateboarding”: un corso tridimensionale per  imparare a correre sullo skateboard che ha ormai superato 20mila  download, al prezzo di 4,99 dollari. Oggi Taibi è titolare di  SmartWorlds, una società di software specializzata nelle applicazioni  per l’iPhone, e sta lavorando alla versione 2.0 del suo programma.<br />
TUTTE LE NEWS DELLA BBC. Maurizio Zilli, 47 anni, è un informatico  genovese, che ha inventato “Bbc News Channel”, l’applicazione che  permette di ricevere sull’iPhone tutte le notizie della Bbc. Il software  è gratuito ma gli ha portato un successo enorme e una proposta di  lavoro da parte della Apple.«Incasso tra 100 e 1.000 euro al giorno  grazie alla pubblicità che mi arriva da Google. Ma sto per partire per  la Stanford University della California, dove la Apple affiderà ad  alcuni sviluppatori i “codici” delle proprie applicazioni perché li  usino per creare nuovi programmi. Per ogni programma scaricato mi sarà  versata una somma. Si tratta di poche decine di centesimi di dollaro. Ma  moltiplicato per migliaia fa comunque una cifra ragguardevole».</p>
<p>di Gabriele Nava &#8211; <a> </a><a href="mailto:redazione@millionaire.it">redazione@millionaire.it</a>. L&#8217;articolo è pubblicato su Millionaire di luglio/agosto 2009.</p>
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		<title>2012 &#8211; cambia il regime dei contribuenti minimi.</title>
		<link>http://www.bella-web.com/business/2012-cambia-il-regime-dei-contribuenti-minimi/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 11:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal prossimo anno il nuovo regime dei minimi sarà scontato, con l&#8217;imposta sostitutiva che si ridurrà al 5%, ma saranno poche le persone fisiche che lo potranno applicare. Dal 2012 scomparirà perciò il vecchio regime con il forfait del 20% e sarà introdotto quello nuovo con un’imposta forfetaria del 5% sul reddito dichiarato. Potranno fruire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Dal  prossimo anno il nuovo regime dei minimi sarà scontato, con l&#8217;imposta  sostitutiva che si ridurrà al 5%, ma saranno poche le persone fisiche  che lo potranno applicare. Dal 2012 scomparirà perciò il vecchio regime  con il forfait del 20% e sarà introdotto quello nuovo con un’imposta  forfetaria del 5% sul reddito dichiarato. Potranno fruire del nuovo  regime le persone fisiche che intraprendono un&#8217;attività d&#8217;impresa, arte o  professione (dopo il 31 dicembre 2007).</p>
<p>Dal 2012 il nuovo regime sui minimi prevede un ‘‘super &#8211; sconto’’, con l’<strong>imposta sostitutiva </strong>che  si ridurrà al 5%, rispetto all’attuale 20%. Ma saranno poche le persone  fisiche che vi potranno accedere perché l’applicazione della nuova  norma comporta una drastica riduzione dei contribuenti interessati. Gli <strong>attuali contribuenti minimi si ridurranno del 96%</strong>;  in pratica, potranno applicare il nuovo regime solo il 4% dei  contribuenti. Dal 2012, potranno fruire del nuovo regime le persone  fisiche ed, in particolare, come specifica la norma, i giovani o coloro  che perdono il lavoro. Il nuovo regime, che prevede un’imposta  forfetaria del 5% sul reddito dichiarato, potrà essere applicato, per  l’anno in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, <strong>esclusivamente </strong>dalle <strong>persone fisiche</strong>:</p>
<p>a) che <strong>intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione</strong>;</p>
<p>b) che l’hanno<strong> intrapresa dopo il 31 dicembre 2007</strong>.</p>
<p>Per<strong> i nuovi minimi del 2012 </strong>sono previste alcune <strong>condizioni</strong>,  quale, ad esempio, quella di non avere esercitato, nei tre anni  precedenti l’inizio dell’attività, attività artistica, professionale o  d’impresa, anche in forma associata o familiare. Un’altra condizione  riguarda la <strong>prosecuzione di un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto</strong>;  in questo caso, l’ammontare dei ricavi realizzati nell’anno precedente  non deve essere superiore a 30mila euro, cioè il limite già previsto per  i vecchi minimi.</p>
<div><strong>Per i giovani, forfait con il 5% fino a 35 anni</strong></div>
<p>Una novità importante è stata  introdotta dalla legge di conversione e riguarda i giovani, che  potranno rimanere nel regime dei minimi per più di cinque anni, fino al  compimento del 35º anno di età.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="679" valign="top"><strong>ESEMPIO n. 1</strong></p>
<p>Una persona, di età superiore  a 35 anni nel 2012, che ha iniziato l’attività nel 2008, potrà restare  ‘‘minimo’’ solo per l’anno 2012; ma se nel 2008 il contribuente aveva 20  anni, potrà fruire del regime fino al 2023 (a condizione che conservi i  requisiti necessari). Se, invece, l’attività inizierà nel 2012 il  regime durerà al massimo fino al 2016, ma un professionista o un  imprenditore di venti anni nel 2012 potrebbe restare tra i minimi fino  al 2027.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="679" valign="top"><strong>ESEMPIO n. 2</strong></p>
<p>Un giovane di 25 anni, nato  nel 1986, che ha iniziato un’attività artigianale nel 2011, scegliendo  il regime dei minimi, di cui all’articolo 1, commi da 96 a 117, legge  244/2007, il prossimo anno, in luogo di pagare l’imposta sostitutiva del  20%, potrà pagare solo il 5 %.<br />
Questo  giovane, mantenendo i requisiti previsti per i ‘‘minimi’’, potrà perciò  fruire del nuovo regime, a partire dal 2012, con il forfait del 5%, fino  all’anno 2021 compreso, anno in cui compirà i 35 anni. Perciò, la norma  definitiva favorisce i giovani, che potranno rimanere nel regime dei  minimi per più di cinque anni, fino al compimento del 35º anno di età.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Dal 2012, il nuovo regime,  che prevede un’imposta forfetaria del 5% sul reddito dichiarato, potrà  essere applicato, per l’anno in cui l’attività è iniziata e per i  quattro successivi, esclusivamente dalle persone fisiche che  intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione o che l’hanno  intrapresa dopo il 31 dicembre 2007.<br />
Il regime è <strong>applicabile anche dopo il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio </strong>dell’attività, ma non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="679" valign="top"><strong>Attenzione: l’obbligo del ragguaglio ad anno per chi inizia l’attività</strong></p>
<p>Nel regime dei minimi è importante stare attenti a rapportare ad anno gli incassi conseguiti nel primo anno di attività.</p>
<p><strong>Ad esempio&#8230;</strong></p>
<p>La persona fisica che ha  iniziato l’attività d’impresa nel 2011 deve anche tenere conto che il  limite dei 30mila euro deve essere ragguagliato all’anno. Ad esempio, se  l’attività è iniziata il 1º luglio 2011 e a fine anno i ricavi sono di  20mila euro, è escluso che possa applicare il nuovo regime dal 2012 in  quanto i ricavi del 2011, ragguagliati ad anno, sono di 40mila euro,  superiori, perciò , al limite di 30mila euro.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div><strong>Requisiti dei nuovi minimi dal 2012</strong></div>
<p>I nuovi minimi del 2012 devono comunque <strong>possedere i requisiti previsti dal vecchio regime</strong>. In particolare, per applicare il regime dei minimi, nell’anno solare precedente il contribuente:</p>
<ul>
<li><strong>non deve avere effettuato cessioni all’esportazione</strong>,  ovvero operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, servizi  internazionali o connessi agli scambi internazionali, operazioni con lo  Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino,  trattati ed accordi internazionali;</li>
<li><strong>non deve avere sostenuto spese per lavoro dipendente o per collaboratori</strong>,  anche assunti con le modalità riconducibili ad un progetto o programma  di lavoro, o fase di esso, nonché spese per prestazioni di lavoro  effettuate dall’imprenditore stesso o dai suoi familiari, ad eccezione  dei compensi corrisposti ai collaboratori dell’impresa familiare;</li>
<li><strong>non deve avere erogato somme sotto forma di utili di partecipazione agli associati </strong>con apporto costituito da solo lavoro;</li>
<li><strong>non deve avere acquistato</strong>, anche mediante contratti di appalto e di locazione, nei <strong>tre anni precedenti</strong> a quello di entrata nel regime, <strong>beni strumentali di valore complessivo superiore a 15mila euro</strong>;  il valore dei beni strumentali è costituito dall’ammontare dei  corrispettivi relativi alle operazioni di acquisto effettuate anche da  privati; per i beni strumentali solo in parte usati nell’ambito  dell’attività di impresa o di lavoro autonomo rileva un valore pari al  50% dei relativi corrispettivi.</li>
</ul>
<div><strong>Chi sono gli esclusi dal regime dei minimi</strong></div>
<p>Sono previste specifiche esclusioni dal regime dei minimi. Una di queste riguarda le<strong> persone fisiche</strong>, che, oltre ad esercitare in proprio un’attività d’impresa, arte o professione, <strong>sono anche titolari di redditi di partecipazione in una società di persone</strong>.  Al riguardo, nella circolare 73/E del 21 dicembre 2007, al paragrafo  2.2 ‘‘fattispecie di esclusione dal regime’’ l’Agenzia delle Entrate  avverte che ‘‘Non rientrano, infine, tra i contribuenti minimi coloro  che, pur esercitando attività imprenditoriale, artistica o professionale  in forma individuale, partecipano, nel contempo, a società di persone o  ad associazioni professionali, costituite in forma associata per  l’esercizio della professione, di cui all’articolo 5 del T.U.I.R., o a  società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria che  hanno optato per la trasparenza fiscale, ai sensi dell’articolo 116 del  T.U.I.R.’’. Sono inoltre esclusi dal regime dei minimi i soggetti non  residenti che svolgono l’attività nel territorio dello Stato e coloro  che si avvalgono di regimi speciali di determinazione dell’IVA. Al  riguardo, l’Agenzia delle Entrate, nel richiamato paragrafo 2.2, afferma  che, in particolare, <strong>non sono compatibili con il regime dei contribuenti minimi i regimi speciali IVA </strong>riguardanti le seguenti attività:</p>
<ul>
<li>agricoltura e attività connesse e pesca (articoli 34 e 34-bis, D.P.R. 633/72);</li>
<li>vendita sali e tabacchi (articolo 74, primo comma, D.P.R. 633/72);</li>
<li>commercio dei fiammiferi (articolo 74, primo comma, D.P.R. 633/72);</li>
<li>editoria (articolo 74, primo comma, D.P.R. 633/72);</li>
<li>gestione di servizi di telefonia pubblica (articolo 74, primo comma, D.P.R. 633/72);</li>
<li>rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta (articolo 74, primo comma, D.P.R. 633/72);</li>
<li>intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. 640/72 (articolo 74, sesto</li>
<li>comma, D.P.R. 633/72);</li>
<li>agenzie di viaggi e turismo (articolo 74-ter, D.P.R. 633/72);</li>
<li>agriturismo (articolo 5, comma 2, legge 413/91);</li>
<li>vendite a domicilio (articolo 25-bis, comma 6, D.P.R. 600/73);</li>
<li>rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (articolo 36, decreto legge 41/95);</li>
<li>agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione (articolo 40-bis, decreto legge 41/95).</li>
</ul>
<div><strong>Cosa succede ai ‘‘vecchi’’ minimi </strong></div>
<p>La nuova norma prevede  particolari semplificazioni per coloro che, pur avendo i vecchi  requisiti, ma non quelli previsti dalla norma in vigore dal 2012, non  potranno più applicare il regime dei minimi. In particolare, essi  saranno <strong>esonerati </strong>dagli <strong>obblighi di registrazione </strong>e di <strong>tenuta delle scritture contabili</strong>, nonché dalle <strong>liquidazioni </strong>e dai <strong>versamenti periodici IVA</strong>.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="679" valign="top"><strong>Attenzione:</strong></p>
<p>In verità, l’esonero dalla  tenuta delle scritture contabili è una semplificazione ‘‘virtuale’’ per  la ragione che a fine anno si devono comunque presentare le relative  dichiarazioni annuali. Rimane fermo che, nonostante l’esonero, nulla  vieta ai contribuenti di registrare in forma libera e in un qualsiasi  libro o documento di riepilogo, le entrate e le uscite per determinare  il reddito d’impresa o di lavoro autonomo, o l’IVA in sede di conguaglio  annuale, che i vecchi minimi dovranno calcolare a partire dal 2012.<br />
L’esonero  dalla tenuta delle scritture contabili non esclude che il contribuente,  per sua e altrui memoria, e per la chiarezza necessaria ai fini di un  eventuale controllo, decida di tenere i libri contabili. Vale sempre il  principio ‘‘nel più sta il meno’’.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Gli ex minimi dal 2012 saranno altresì <strong>esenti dall’IRAP</strong>.  In pratica, diventeranno contribuenti ordinari IVA, eseguendo solo il  conguaglio IVA, a debito o a credito, in sede di liquidazione annuale, e  saranno contribuenti semplificati ai fini IRPEF. Saranno inoltre  soggetti al controllo induttivo mediante i parametri o gli studi di  settore, a seconda dell’attività soggetta o meno a uno dei due strumenti  informatici.<br />
Per gli ex minimi, la determinazione del reddito  avverrà in modo analitico, ricavi meno costi per le imprese, compensi  meno spese per i professionisti, e il reddito sarà soggetto alle normali  aliquote IRPEF e alle eventuali addizionali regionali e comunali  all’IRPEF. È anche prevista la cessazione del regime agevolato per i  vecchi ‘‘minimi’’ a partire dall’anno successivo a quello in cui viene  meno una delle condizioni di legge. Può essere il caso, ad esempio,  della persona fisica che supererà il limite di 30mila euro nel 2012 che,  di conseguenza, farà cessare le semplificazioni previste per i ‘‘vecchi  minimi’’.</p>
<div>
<div><strong>Tavola n. 1 &#8211; I tre regimi ‘‘minimi’’ allo specchio</strong></div>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="170" valign="top"></td>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Minimi</strong></div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Nuovi minimi dal 2012</strong></div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Vecchi minimi dal 2012</strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Contribuenti ammessi</strong></div>
</td>
<td colspan="3" width="509" valign="top">
<div><strong>Persona  fisica, professionista o imprenditore individuale anche se impresa  familiare (sono escluse le società di persone e le società di capitali)</strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Durata</strong></div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Fino al mantenimento dei requisiti</div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<ul>
<li>cinque anni</li>
<li>anche per più di cinque anni, ma non oltre l’anno in cui il contribuente compie 35 anni</li>
</ul>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Fino al mantenimento dei requisiti</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Requisiti</strong></div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<ul>
<li>Possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi da 96 a 99, della legge 244/2007, quali:<br />
a) ricavi o compensi non superiori a 30mila euro nell’anno precedente;<br />
b) nessun dipendente nell’anno precedente;<br />
c) beni strumentali, acquistati nel corso del triennio precedente, di importo non superiore a 15mila euro.</li>
</ul>
</td>
<td width="170" valign="top">
<ul>
<li>Possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi da 96 a 99, della legge 244/2007, quali:<br />
a) ricavi o compensi non superiori a 30mila euro nell’anno precedente;<br />
b) nessun dipendente nell’anno precedente;<br />
c) beni strumentali, acquistati nel corso del triennio precedente, di importo non superiore a 15mila euro;</li>
<li>inizio o proseguimento attività dal 1º gennaio 2008;</li>
<li>nessuna attività nei tre anni precedenti;</li>
<li>non deve trattarsi di prosecuzione di attività svolta da altri;</li>
<li>se  si tratta di prosecuzione di attività svolta da altri, i ricavi  dell’anno precedente non devono essere superiori al limite di 30.000  euro</li>
</ul>
</td>
<td width="170" valign="top">
<ul>
<li>Possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi da 96 a 99, della legge 244/2007, quali:<br />
a) ricavi o compensi non superiori a 30mila euro nell’anno precedente;<br />
b) nessun dipendente nell’anno precedente;<br />
c) beni strumentali, acquistati nel corso del triennio precedente, di importo non superiore a 15mila euro.</li>
<li>Mancanza dei requisiti introdotti dalla norma in vigore dal 2012 (ad esempio, attività iniziata nel 2007 o in anni precedenti)</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Tassazione</strong></div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Imposta sostitutiva di IRPEF e relative addizionali al 20%</div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Imposta sostitutiva di IRPEF e relative addizionali al 5%</div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>IRPEF e relative addizionali con regole ordinarie</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Agevolazioni</strong></div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Esclusione da:</div>
<ul>
<li>IVA</li>
<li>IRAP</li>
<li>studi di settore tenuta scritture contabili</li>
</ul>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Esclusione da:</div>
<ul>
<li>IVA</li>
<li>IRAP</li>
<li>studi di settore tenuta scritture contabili</li>
</ul>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Esclusione da:</div>
<ul>
<li>IRAP</li>
<li>tenuta scritture contabili</li>
<li>versamenti IVA periodici (si versa solo il saldo annuale)</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Cause di decadenza del regime</strong></div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Perdita requisiti</div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Perdita dei requisiti, termine del quinquennio, o compimento 35 anni</div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Perdita dei requisiti di cui all’art. 1, commi 96 e 99, della legge 244/2007</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="170" valign="top">
<div><strong>Opzione</strong></div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Comportamento concludente</div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>È possibile applicare il regime ordinario</div>
</td>
<td width="170" valign="top">
<div>Il regime ordinario vincola per un triennio (poi comportamento concludente)</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div><strong>Esempio di contribuente ‘‘passato’’ al regime dei vecchi minimi con IVA pagata sulle rimanenze</strong></div>
<p>Uno dei problemi più  rilevanti che dovranno affrontare i vecchi minimi, che dal 2012 non  potranno più applicare il nuovo regime, è l’IVA che hanno pagato sulle  merci in rimanenza e sui beni strumentali al momento del <strong>‘‘passaggio’’ da contribuente normale IVA a contribuente in regime dei minimi</strong>.  Questo ‘‘problema’’ riguarda tutti i commercianti e artigiani in  attività nel 2007 o in anni precedenti che, passati al regime dei minimi  dal 2008 o in anni successivi, sono, in ogni caso, esclusi dal nuovo  regime dal 2012. Per questi contribuenti, il ‘‘passaggio’’ dal regime  dei minimi al regime contabile super semplificato dal 2012 (ex minimi),  comporta infatti delle conseguenze ai fini IVA. Gli <strong>effetti </strong>più  evidenti per gli ex minimi riguarderanno i commercianti e gli altri  esercenti che a fine anno 2011 avranno merci in rimanenza e che, nel  ‘‘passare’’ al regime dei minimi in vigore dal 2008, hanno pagato l’IVA  per la rettifica di cui all’articolo 19-bis2 del decreto IVA, D.P.R. n.  633/1972. Il ‘‘ritorno’’ al regime normale IVA comporterà un mutamento  del regime fiscale. Al riguardo, nelle istruzioni per la compilazione  del modello IVA 2011, per l’anno 2010, si legge che qualora mutamenti  nel regime fiscale delle operazioni attive, nel regime di detrazione  dell’IVA sugli acquisti o nell’attività comportino la detrazione  dell’IVA in misura diversa da quella già operata, deve essere effettuata  una rettifica limitatamente ai beni ed ai servizi non ancora ceduti o  non ancora usati e, per i beni ammortizzabili, se non sono trascorsi  quattro anni dalla loro entrata in funzione. In queste ipotesi, rientra  il passaggio, per legge o per opzione, dal regime dei minimi di cui  all’art. 1, commi da 96 a 117, della legge 244/2007, al regime  ordinario. È questa, in pratica, la situazione dei contribuenti che sono  passati nel regime dei minimi dal 2011 e che ne dovranno uscire dal  2012, in quanto non hanno i requisiti per rimanere nel nuovo regime dei  minimi.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="679" valign="top"><strong>Ad esempio&#8230;</strong></p>
<p>Nella dichiarazione annuale  IVA per l’anno 2010, il contribuente che è ‘‘passato’’ dai minimi al  regime normale ‘‘IVA da IVA’’ a partire dal 2010, a seguito del  superamento del limite dei 30mila euro che si è verificato nell’anno  2009, ha compilato il rigo VF56 ‘‘totale rettifiche’’ per indicare l’IVA  spettante in detrazione, al netto della parte già usata in diminuzione  dell’eventuale importo delle rate ancora dovute per la rettifica a  seguito dell’ingresso al regime dei minimi.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>L’IVA pagata per la rettifica a seguito del passaggio ai minimi nel 2008</strong></div>
<p>I contribuenti che dal 2008 applicano il regime dei minimi, hanno dovuto <strong>operare la rettifica IVA sulle merci in giacenza al 31 dicembre 2007</strong> <strong>e sui beni strumentali</strong>.  Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 73/E del 21  dicembre 2007, al paragrafo 3.1.4 ‘‘rettifica della detrazione’’,  avverte che ‘‘L’applicazione del regime dei contribuenti minimi comporta  la rettifica dell’IVA già detratta negli anni in cui si è applicato il  regime ordinario, ai sensi dell’articolo 19-bis2 del D.P.R. n. 633 del  1972. &#8230; In tale circostanza, l’IVA relativa a beni e servizi non  ancora ceduti o non ancora utilizzati deve essere rettificata in  un’unica soluzione, senza attendere il materiale impiego degli stessi,  fatta eccezione per i beni ammortizzabili, compresi i beni immateriali,  la cui rettifica va eseguita soltanto se non siano ancora trascorsi  quattro anni da quello della loro entrata in funzione, ovvero dieci anni  dalla data di acquisto o di ultimazione se trattasi di fabbricati o  loro porzioni’’. La <strong>rettifica non deve essere effettuata per i beni ammortizzabili di costo unitario non superiore a 516,46</strong> euro e per i<strong> beni il cui coefficiente di ammortamento stabilito ai fini delle imposte sul reddito è superiore al 25 %</strong>.<br />
Per  contro, la rettifica IVA va fatta anche per i beni strumentali di costo  unitario non superiore a 516,46 euro e per i beni il cui coefficiente  di ammortamento è superiore al 25%, che non sono ancora entrati in  funzione al momento del passaggio al regime dei minimi, cioè i beni per i  quali non sono state ancora eseguite le deduzioni integrali o delle  relative quote di ammortamento (circolare 7/E del 28 gennaio 2008,  paragrafo 2.8 ‘‘beni strumentali’’). Le persone fisiche, che dal 1º  gennaio 2008 applicano il regime dei minimi, hanno perciò <strong>dovuto versare l’IVA relativa alla rettifica, per le merci in rimanenza al 31 dicembre 2007 </strong>e per i <strong>beni strumentali</strong>.  L’IVA dovuta poteva essere versata, oltre che in un’unica soluzione, in  cinque rate annuali di pari importo, senza interessi. La prima o unica  rata doveva essere versata entro il termine previsto per il versamento  del saldo dell’IVA relativa all’anno precedente a quello di applicazione  del regime, mentre le rate successive si dovevano versare entro i  termini del versamento a saldo dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF. Le  rettifiche della detrazione dovevano essere effettuate nella prima  dichiarazione annuale IVA presentata dopo l’ingresso nel regime, cioè in  quella relativa all’anno precedente al transito nel regime dei minimi.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="679" valign="top"><strong>Ad esempio&#8230;</strong></p>
<p>Coloro che sono ‘‘passati’’  nel regime dei minimi il 1º gennaio 2008 hanno dovuto indicare le  rettifiche della detrazione nella dichiarazione annuale IVA relativa al  2007 presentata nel 2008. Questi contribuenti, così come tutti quelli in  attività prima del 2008, se in regime dei minimi nell’anno 2011, che  dal 2012 sono comunque esclusi dal nuovo regime dei minimi, dovranno  perciò fare il passaggio inverso ai fini IVA, ritornando ad essere  contribuenti normali IVA, a partire dal 1º gennaio 2012.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div><strong>Per le nuove attività la ‘‘chance’’ del forfettino valido per un triennio</strong></div>
<p>Occorre infine rilevare che  la norma sui nuovi minimi, in vigore dal 2012, non ha soppresso  l’articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in vigore dal 2001,  che prevede un regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e  di lavoro autonomo intraprese dalle persone fisiche. La persona fisica  che inizia l’attività può applicare, per il periodo d’imposta in cui  l’attività è iniziata e per i due successivi, un<strong> regime fiscale agevolato </strong>che prevede il<strong> pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF</strong>, pari al <strong>10% del reddito di lavoro autonomo o d’impresa</strong>. Il regime sostitutivo, denominato ‘‘forfettino’’, è applicabile a certe condizioni.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="679" valign="top"><strong>Ad esempio&#8230;</strong></p>
<p>A condizione che sia  realizzato un ammontare di compensi di lavoro autonomo non superiore a  30.987,41 euro o un ammontare di ricavi non superiore a 30.987,41 euro  per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi o a 61.974,83  euro per le imprese aventi per oggetto altre attività.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le <strong>persone fisiche in regime sostitutivo sono esonerate</strong>:</p>
<p>a) dalla tenuta delle scritture contabili;<br />
b) dall’effettuazione delle registrazioni contabili;<br />
c) dalla liquidazione e dai versamenti periodici ai fini dell’IVA.</p>
<p>Permangono, invece, gli obblighi:</p>
<p>a) di conservazione dei documenti contabili;<br />
b) di fatturazione;<br />
c) di certificazione dei corrispettivi.</p>
<p><strong>L’eventuale IVA a debito </strong>scaturente dalla dichiarazione annuale IVA si versa entro i termini stabiliti per il <strong>versamento dell’IVA annuale</strong>, cioè, di norma, entro il <strong>16 marzo 2012</strong>,  per l’anno 2011. Il reddito d’impresa o di lavoro autonomo della  persona fisica in regime sostitutivo si determina in modo analitico. Il  reddito è soggetto ad imposta sostitutiva IRPEF del 10% ed è comunque  irrilevante ai fini della concorrenza del reddito complessivo IRPEF. I  redditi d’impresa e di lavoro autonomo, conseguiti dai contribuenti che  intendono avvalersi del forfettino sono soggetti all’imposta sostitutiva  dell’IRPEF e, di conseguenza, non concorrono alla formazione del  reddito complessivo IRPEF. I redditi che formano oggetto del regime  forfettino non sono assoggettabili a ritenuta d’acconto. Le persone  fisiche in regime sostitutivo, denominato ‘‘forfettino’’, sono altresì  escluse dall’acconto IVA e dall’acconto IRPEF.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div>
<p><strong>Autore</strong>: <strong>Salvina Morin</strong> (Esperto fiscale) e <strong>Tonino Morina</strong> (Esperto fiscale &#8211; professore della Scuola Superiore di Economia e Finanze di Roma)<br />
<em>Fonte</em>: <a href="http://ipshop.ipsoa.it/scheda.asp?ID=081750000" target="_blank"><strong>Pratica fiscale e professionale</strong></a><strong> </strong>- Ipsoa Editore, n. 40, Ottobre 2011</p>
</div>
</div>
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